12.11.09
HUECO - Living in a bathroom - Sognando l'amore
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Andy Violet
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2.11.09
Per voi e per gli amici, Mutae Divae

Mentre prende corpo un secondo progetto poetico, il mio esordio si ripropone a metà prezzo. Il portale on line Libri Co. Italia, infatti, offre il 50% di sconto su Mutae Divae, la mia prima silloge, risalente al 2007. Se da quanto leggete in questo blog, pensate ne valga la pena (s'approssima anche il Natale!) cliccate pure qui
ERRATA COCCIGE: il link non sembra più funzionare, ahinoi. Vi dirotto dunque alla pagina ufficiale di merchandise dell'editor Porta
Parole, che trovate QUI
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Andy Violet
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31.10.09
L.R.Carrino "Pozzoromolo" Meridiano Zero 2009
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Andy Violet
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Etichette: recensioni
24.10.09
à quoi ça sert?
"Quale contributo danno le coppie omosessuali alla società? Perché la società dovrebbe riconoscerle giuridicamente? Forse soltanto perché lo desiderano? Ma allora perché non riconoscere anche altri desideri come l’amore di gruppo, la poligamia, la poliandria?"
Un simile ragionamento si basa sul postulato che l'unione monogamica tra uomo e donna sia alla base di ogni società, ed intende per società un'entità astorica: un'affermazione palesemente insostenibile se si esce dall'alveo biblico e si entra nel campo più pertinente della sociologia. Eva Cantarella ha dimostrato che la società greca è incomprensibile se non si ammette la bisessualità come suo valore fondante, e allo stesso modo vi sono tuttora società poligamiche, poliandriche, endogamiche e orgiastriche. Ma volendo stare al gioco, caro Cardinale, le ribalto la domanda: il fatto che una categoria di persone non contribuisca alla società con la riprocreazione non coinvolge anche la castità cattolica? volendo fare un ragionamento abberrante alla Renato Farina, usando il suo punto di vista non è più socialmente utile una prostituta con dieci figli avuti da dieci uomini diversi che un prete? Sa, in questo i fascisti erano più coerenti: i bastardi non esistevano, c'erano solo i figli della lupa.
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23.10.09
Metti una sera da Ubik
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Andy Violet
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22.10.09
Philosophy for Children: Recoil
Dopo lo scisma anglicano del XVI secolo, sembrava quasi che nessun'altra drammatica divisione avrebbe potuto scuotere la serena quiete isolazionista del Regno Unito. E invece, obbedendo alle imprevedibili leggi della storia, nel 1995 un altro dramma dissociativo si consuma a Basilidon, il natio borgo selvaggio dei Depeche Mode: Alan Wilder, membro aggiuntivo reclutato in sostituzione di Vince Clarke che già aveva abbandonato la formazione per più confacenti lidi solisti, segue le orme del suo predecessore, distaccandosi da un quartetto in forte crisi motivazionale dopo il massacrante tour di Songs of Faith and Devotion. Alan, reduce da un incidente aereo che avrebbe potuto costargli la vita, si rifugia in Recoil, il progetto solista avviato nell'86 sotto la spinta di Daniel Miller, già produttore dei Depeche, affascinato dalle produzioni parallele di Wilder, che solo di rado hanno fatto capolino negli album ufficiali della band, dominati dall'istinto creativo di Martin Gore. Eppure, gran parte del tipico sound dei Depeche Mode è stato elaborato proprio da Alan: la cesura provocata a livello stilistico dal suo abbandono appare evidente anche ad un ascolto superficiale di Songs of Faith and Devotion e il successivo Ultra, scritto e registrato dai membri superstiti nel 96, e marcatamente più minimalista. La prova del nove è data dai lavori dei Recoil usciti dal 97 in poi, a partire da Unsound Methods, in cui Alan sviluppa le atmosfere dark innestate su ossatura blues che erano il perno centrale di Songs of Faith and Devotion. Per i puristi dei Depeche Mode, Recoil è ciò che avrebbe potuto essere del quartetto se fosse rimasto tale sino ai giorni nostri: voi siete d'accordo? Fatevi la vostra opinione ascoltandoci oggi alle 18 su Radioflo.it con lo speciale dedicato ad Alan Wilder
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21.10.09
De vulgari eloquentia
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19.10.09
Nomen Omen
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15.10.09
Sette piccole differenze

Quanto sto per riportare, lo trascriverò a memoria, senza riportare i particolari, la cui esattezza non aggiungerebbe altro orrore a quello già infinito che suscitano simili parole:
"Un istituto di cura per disabili costa allo Stato circa 5000 marchi al mese: quanti stipendi per tedeschi sani potrebbero essere pagati con quella cifra?"
Quanto segue, invece, sarà fedele all'originale:
"Per me uccidere una persona è il delitto peggiore che esista, grida vendetta al cospetto di Dio. E non dovrebbero esistere graduazioni. Ma a lume di buon senso, quanto al danno sociale, siamo sicuri che sia più grave uccidere un omosessuale single che un padre di famiglia?"
Il primo testo riassume la sostanza di un problema di matematica proposto in un sussidiario scolastico tedesco durante il Terzo Reich: era nell'aria il mostruoso progetto T4, ovvero la soluzione finale pensata dal Nazismo per l'eliminazione definitiva di malati, disabili fisici e psichici, progetto mai ufficialmente varato, ma di fatto confluito nel più vasto carnaio dei campi di sterminio. Il secondo proviene dalle colonne de "Il Giornale", redatto pochi giorni fa da Renato Farina, ex giornalista, in quanto radiato dall'ordine, eppure messo ancora in condizione di firmare un articolo su un giornale nazionale.
Adesso prendete una matita, e segnate le sette piccole differenze tra i due testi. Difficile, eh?
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Andy Violet
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14.10.09
Lettera aperta
Ho appreso dalla radio, senza troppo stupore, per la verità, del voto contrario da lei espresso in Parlamento sulla proposta di legge redatta dall’On. Concia, per altro appartenente al suo stesso schieramento politico, proposta che aveva lo scopo di colmare l’assordante vuoto legislativo del nostro ordinamento riguardo i reati di omofobia. L’ho appreso senza stupore, dicevo, ben conscio delle sue posizioni sulla natura dell’omosessualità, che più di una volta le hanno attirato addosso gli strali dei suoi detrattori. Lei, però, non ha mai ceduto: stretta nella sua ferrea coerenza, nello stesso modo in cui, si dice, sia stretta dalla morsa di un cilicio, ha ribadito con forza il suo pensiero, nutrito di morale cattolica. Mi concederà, spero, l’innocente battuta sul suo prediletto mezzo di mortificazione corporale: deve farlo, se ancora una volta vuole essere coerente con se stessa. Nelle sue dichiarazioni post voto, infatti, ha giustificato l’accoglimento della pregiudiziale di incostituzionalità mossa dall’UDC sulla legge Concia con il timore che, una volta passata, questa le avesse impedito di esprimere liberamente tutto il suo disgusto per una condotta sessuale fuori dai canoni da lei ritenuti conformi alla natura e allo spirito, equiparando le sue moderate affermazioni a insulti omofobi, quasi si sentisse perseguitata per le sue posizioni. Le persecuzioni ai cristiani, gentile Onorevole, sono terminate qualche secolo fa in Italia: non un solo cattolico è stato picchiato, accoltellato, colpito per la sua fede, e qualora venga dileggiato, v'è uno stuolo di politici, giornalisti, conduttori televisivi e compagnia cantante a prenderne le difese a spada tratta. Invece, spero che ne abbia avuto notizia tra un ritiro spirituale e l’altro, nella nostra penisola sono ormai decine e decine le persone omosessuali, o anche solo presunte tali per un certo aspetto fisico o una prossemica più delicata, che vengono abusate, ferite, sfregiate, uccise. Mi dica, cara Onorevole, chi è vittima di persecuzioni nel nostro Paese? Le dirò di più: sa che nel nostro ordinamento, per chi esprime opinioni moderate, come quelle che ha lei sull’omosessualità, riguardo la Chiesa cattolica è passibile di una denuncia per vilipendio? Qualora lo sapesse, la sua affermazione post voto sarebbe ancora più grave, perché sancirebbe di fatto una disparità nella libertà d’espressione che lei ha voluto preservare per se stessa. Vede, Onorevole, a mio parere, persone come lei perdono completamente il senso del rapporto tra corpo e simbolo: lei è abituata a pensare che il verbo si fa carne, mentre, per ora, sappiamo con certezza solo che è la carne, ad un certo punto, a iniziare a parlare. Il fatto che lei disprezzi tanto il suo corpo non le consente, in quanto politico, di mettere in pericolo quello degli altri, in ossequio alla sua personale inversione metafisica: forse non se ne rende nemmeno conto, anzi, spero per la sua coscienza che sia realmente così, ma il suo voto, per quanto “ininfluente”, come l’ha definito lei stessa in un ulteriore tentativo di giustificazione, è simile ad una pistola carica lasciata incustodita. Forse però, nel ritiro delle sue preghiere e contrizioni corporali, gli spari non si sentono.
Immagine: Andrea Mantegna, San Sebastiano, 1480, Parigi, Louvre
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